mercoledì 18 marzo 2009

Il "branco" di cani di Scicli.

L'articolo che copio brutalmente, mi sembra un quadretto che non lascia dubbi sul motivo di tanta aggressività da parte dei cani randagi di Scicli. Questi cani sono stati abbandonati, privati del cibo, maltrattati come se fossero meno di spazzatura... il risultato è questo, non posso dar loro torto... noi "uomini" come ci comporteremmo al loro posto? Avete presente il film "Alive"? Sperduti sulle montagne, un "branco di persone" che non potrebbe far altro che mangiare ogni cosa capiti a tiro, compresi i propri simili...

Leggete qui, riporto interamente l'articolo.

Fonte: www.lastampa.it/lazampa

Sono fuggiti dal rifugio dove mangiavano le carcasse dei compagni morti
FABIO ALBANESE
SCICLI (Ragusa)
Feroci. Affamati. Probabilmente impazziti. Sono i cani che Virgilio Giglio teneva nella casa-lager finita sotto sequestro dopo l’arresto del suo proprietario. Cani un tempo normali, meticci domestici buttati in mezzo a una strada, che l’uomo riceveva in affidamento o raccoglieva da solo, nella sua vita da eremita ai margini del paese e della società. Ma anche randagi di seconda generazione, nati liberi e cresciuti selvaggi, diventati branco per sopravvivere e per seguire le leggi della natura, entrati nel canile attraverso i buchi di una recinzione colabrodo, in cerca di cibo e di simili da dominare.

Varcare l’ingresso di «casa» Giglio significa entrare in un abisso d’orrore che forse può spiegare quello che è successo. Ossa accatastate, sporcizia, l’aria impregnata di un odore di morte. I resti appartengono a cani morti di stenti, in gabbie strettissime. E c’è un sospetto terribile: che, morendo, diventassero cibo per gli altri.

Basterebbe questo, dicono gli esperti, per spiegare il livello di aggressività dei branco assassino. La struttura fatiscente, con le recinzioni basse e tutt’altro che sicure, consentiva agli animali di entrare e uscire in qualunque momento.

Eppure, nell’assurda casa-canile di Virgilio Giglio, l’uomo di 62 anni ora in galera per concorso in omicidio colposo, i controlli c’erano stati e la carta bollata circolava. Tutto in regola, anche se i cani andavano e venivano attraverso il recinto colabrodo. Anche se i conti non tornavano: le bestie erano più numerose di quelle catturate dalle guardie comunali, la storia personale del custode non era delle più rassicuranti.

Giglio, a Scicli, lo conoscono tutti. Fino a una decina di anni fa aveva una cartoleria in piazza Italia, che è come dire in pieno centro. Un uomo mite che un giorno decise di piantare tutto e di andarsene a vivere in campagna. Solo con i suoi cani, anche cinquanta alla volta: troppi perché potesse accudirli secondo le regole e i più elementari principi di umanità. E così i cani, pazzi per il lager, sono a poco a poco diventati branco. Già il 2 settembre Giglio era stato denunciato dai carabinieri, dopo che alcuni dei suoi animali avevano aggredito dei turisti sulla spiaggia di Sampieri.

Lui raccontava che quei cani non erano suoi, che nessuno glieli aveva affidati, e che si limitava a dar loro da mangiare, di tanto in tanto. Il sindaco dice che era stata la procura di Modica ad affidare le bestie all’eremita di Scicli, nominandolo «custode giudiziario». Ma il procuratore nega.

L’unica cosa certa, in questo assurdo rimpallo di responsabilità, è che l’amministrazione di Scicli, come quella di Modica, come tante altre in Sicilia, un canile non ce l’ha. Questioni di bilancio, spiegano, e la soluzione adottata è stata quella di pagare una retta a un privato.
C’è anche un documento pesante: appena tre giorni dopo la visita dei vigili, il 5 settembre, gli ispettori mandati dalla Ausl 7 di Ragusa promossero come «idonea» sotto il profilo igienico e sanitario la struttura da cui, sei mesi dopo, sarebbe uscito il branco assassino per fame.

Petizione per i cani di Scicli...

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lunedì 16 marzo 2009

Bimbo ucciso da cani randagi nel Ragusano.

Da: www.libero.it


RAGUSA - Era uscito di casa, approfittando della splendida giornata di sole, per fare una passeggiata sulla sua mountain bike verde, a Sampieri, frazione marinara di Scicli, nel Ragusano, quando e' stato circondato, aggredito e azzannato al collo, alla testa e al torace da una ventina di cani randagi. I morsi del branco, disperso dall'arrivo dei carabinieri, non hanno lasciato scampo a Giuseppe, dieci anni, che e' morto nell'ospedale Maggiore di Modica per le ferite riportate.

L'articolo è molto più lungo, si parla di altre persone aggredite ed un altro bimbo grave, ma non in pericolo di vita, ricoverato in un ospedale della zona.

Come dice l'articolo "verosimilmente" i cani saranno abbattuti... Ma perchè?!
Hanno denunciato l'uomo che avrebbe dovuto assicurarsi che i cani non recassero problemi alle persone, l'hanno accusato di omicidio colposo, di maldetenzione dei cani... la colpa è sua. I cani sono animali, dimostrano con i gesti, talvolta estremi, i loro disagi. Non sono dotati di parola, lo fossero esprimerebbero, come potremmo fare noi, tutti i problemi... Sarebbe più giusto trovare loro una collocazione, ma noi uomini onnipotenti abbiamo potere decisionale per quelle povere bestiole che si trovano in una condizione così disperata da assalire chiunque gli capiti a tiro...
E' come se noi eliminassimo tutte le persone che uccidono per raptus, o che hanno problemi mentali tali da provocare violenza...

Non ho più parole, smetto di scrivere per adesso...

lunedì 26 gennaio 2009

Non solo brutte notizie...

Si leggono solo notizie negative, i poveri animali non sono tutelati a dovere, l'uomo non merita di essere considerato tale e via dicendo...
Non ho più scritto nulla in questo periodo, la tristezza ha preso il sopravvento e mi ha particolarmente bloccata, per gli animali , ma non solo...
In ogni caso torno con una notizia gioiosa e leggera, sempre del mondo animale, quello che preferisco, sinceramente...

Fonte: www.lastampa.it/lazampa

Eola si gode la pensione...!

Ha lavorato alacremente per anni e ora si godrà una meritata pensione. Non si tratta, però, di una persona, ma di Eola, cane antidroga della Guardia di Finanza di Firenze, che pochi giorni fa ha effettuato l’ultimo sequestro di droga della sua onorata carriera: 40 grammi di hashish. Sequestro che ha consentito ai militari del gruppo di Firenze, di denunciare all’autorità giudiziaria per il reato di traffico illecito di sostanze stupefacenti, un cittadino fiorentino in arrivo all’aeroporto di Peretola.

Lo splendido pastore tedesco delle Fiamme Gialle fiorentine, che ha compiuto il dodicesimo anno di età lo scorso 19 novembre, è stato «congedato» per godere della meritata «pensione». Nata nel 1996 presso il centro allevamento ed addestramento cani della Guardia di Finanza di Castiglione del Lago, Eola si è specializzata come cane antidroga presso il centro addestramento di Intimiano e dal 1998 è in servizio operativo presso l’aeroporto «A.Vespucci» di Firenze.

Nei 12 anni di servizio prestato nella Gdf, Eola ha consentito di rintracciare e sequestrare oltre 100 kg di droga fra hashish, marijuana, cocaina, eroina, kath ed extasy nei confronti di 800 soggetti, di cui oltre 100 sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria e i restanti segnalati alla Prefettura per i relativi rilievi amministrativi. Il conduttore di Eola, l’Appuntato Scelto Rudolf Russo, continuerà ad occuparsi personalmente del suo fedelissimo cane anche dopo la pensione, in riconoscimento dei numerosi anni di servizio trascorsi insieme. Anche se sarà difficile sostituire un cane antidroga con un simile curriculum, le Fiamme Gialle fiorentine sono già impegnate nell’addestramento del nuovo cane antidroga che subentrerà ad Eola.


E brava!!!!